E sì, quelli sono dei bisonti colorati, per restare in tema.
tOUCH rugby
La stagione delle Wharton Wildebeest è ricominciata.
E sì, quelli sono dei bisonti colorati, per restare in tema.
E sì, quelli sono dei bisonti colorati, per restare in tema.
Rapido aggiornamento sulla sottoscritta
Un po' di gente mi scrive dall'Italia: "dove sei? Cosa fai? Ma insomma non si capisce niente!"
Riassumo in breve:
Riassumo in breve:
- Ho passato l'estate metà a NY (a lavorare per loro) e metà a Philly (a lavorare per loro)
- Ora sono fissa a Philly a studiare qui
- Sì, ho passato lo scritto dell'esame di avvocato ma non so ancora quando si degneranno di chiamarmi per l'orale. In ogni caso è l'ultimo dei miei problemi dato che ho deciso di non fare l'avvocato. (E allora qualcuno potrebbe domandarsi: "perché hai dato l'esame se non vuoi fare l'avvocato?" e risponderò a questa domanda molto presto perché è una storia interessante)
Vivere nel LES - il rovescio della medaglia
| LES negli anni '80: gli hipster primitivi usavano i pitbull per difendersi dai ratti |
Questa la situazione nel LES a maggio 2010:
Giallo: passata ispezione
Arancione: segnali di ratti
Nella seconda ispezione la situazione migliora ma il problema è tutt'altro che debellato:
Confesso che, per quanto ammiri l'informatizzazione della città di New York, non voglio convivere con un topo. Certo, avere come vicini i buddisti hipsters che si rifiutano di mettere le trappole perché "contrari alla violenza sugli animali" non aiuta.
Vivere nel Lower East Side
Posted by
Veronica
on Monday, August 30, 2010
Labels:
architettura,
LES,
NY
/
Comments: (0)
Era un po' che uscendo dall'appartamento di Canal Street, affittato a prezzo indecente per l'estate, vedevo dei tizi vestiti da geometri - ovvero con jeans, camicia col taschino laterale, cappellino, fogli e matite e quel buffo treppiedi giallo che si usa per misurare i muri e lo spazio tra quelli.
Quel giorno, uno dei geometri mi ferma e mi chiede molto gentilmente dove abito, chiedendomi in dettaglio la posizione delle finestre. Per superare la mia diffidenza, mi spiega che detiene regolare mandato dal proprietario del block (ebbene sì, a NY non solo molti palazzi, ma interi isolati appartengono ad una sola persona, normalmente una società) per misurare dettagliatamente tutta la sua proprietà, dato che i registri sono lacunosi, e che caso vuole che il palazzo affianco al mio è un teatro degli anni '20, in abbandono da un decennio, il cui muro occidentale è misurabile solo mediante accesso ad una specie di terrazza sotto la mia finestra. Tralasciando ulteriori interessantissimi dettagli ed interrogativi (tra i quali: "come è possibile che un pezzo di real estate che vale milioni di dollari non sia stato finora misurato?" e "ora si misura perché si vuole vendere?"), ho googlato questo teatro, noto come Lowe's. Questa è la sua storia.
Quel giorno, uno dei geometri mi ferma e mi chiede molto gentilmente dove abito, chiedendomi in dettaglio la posizione delle finestre. Per superare la mia diffidenza, mi spiega che detiene regolare mandato dal proprietario del block (ebbene sì, a NY non solo molti palazzi, ma interi isolati appartengono ad una sola persona, normalmente una società) per misurare dettagliatamente tutta la sua proprietà, dato che i registri sono lacunosi, e che caso vuole che il palazzo affianco al mio è un teatro degli anni '20, in abbandono da un decennio, il cui muro occidentale è misurabile solo mediante accesso ad una specie di terrazza sotto la mia finestra. Tralasciando ulteriori interessantissimi dettagli ed interrogativi (tra i quali: "come è possibile che un pezzo di real estate che vale milioni di dollari non sia stato finora misurato?" e "ora si misura perché si vuole vendere?"), ho googlato questo teatro, noto come Lowe's. Questa è la sua storia.
- Apre nel 1927 in un quartiere che è, senza mezzi termini, la feccia di New York. Vicino al porto, è abitato da immigrati proletari (soprattutto ebrei askenaziti e italiani) che vivono ammassati (i documenti parlano di oltre sette famiglie in palazzine fatiscenti di max 3 piani) in tenements.
- È di certo imponente, nonostante la piccola facciata: 2300 persone e un organo Wurlizer.
- Fino al 1957, sarà gestito dalla compagnia Lowe's Theatres, che all'inizio lo usa come cinema muto (con classico accompagnamento di pianoforte dal vivo), poi cinema "normale"
- Poi, il declino. Qualche ottuagenario ne ricorda i fasti, ma il posto diventa un sordido B-movie cinema, e viene acquistato dalla famiglia Sung, banchieri cinesi che nel frattempo hanno colonizzato la parte sud-est del Lower East Side e maggior parte di Little Italy, creando il quartiere oggi noto come Chinatown. Negli anni '90, il posto viene affittato and un hardware store gestito da cinesi che lo usa come magazzino, fin quando persino l'hardware store chiude.
- Il teatro, nonostante l'abbandono, mantiene buona parte delle decorazioni originali in terracotta stile "barocco spagnolo" e forse anche qualche tappezzeria.
- L'indirizzo esatto è 31 Canal Street, ma il lato di Ludlow Street è nettamente più ampio ed è divenuto oggetto di c.d. arte urbana o murales.
- Infine, scopro perché i miei amici geometri lo misurano: pare che lo si voglia trasformare un un centro culturale per le arti cinesi. Da questo momento in poi diventa una storia di soldi e di brodetti immobiliari all'americana, a cui spero di dedicare un altro post in futuro, quando emergeranno altri succulenti gossips. Per ora, chiudo con lo scan dell'intera planimetria del teatro e questo fantastico slideshow.
Momento merrittiano a.k.a. "Sai che sei nel L.E.S. quando..."
Posted by
Veronica
on Thursday, May 20, 2010
Labels:
caffè,
LES,
Marc Anthony,
stephin merritt
/
Comments: (0)
Sai che sei nel Lower East Side quando:
- nessun negozio è più largo di 40 metri quadrati
- nessuno parla la stessa lingua, nessuno sembra neanche della stessa razza in effetti
- c'è sempre qualcuno all'angolo della strada
- un caffè costa 1.50
- dalle macchine ferme agli incroci proviene a volume assurdo "Wish You Were Here" dei Pink Floyd ma anche un qualcosa di Marc Anthony (salsa-star dei latinos)
- trovi nei bar decorazioni come quella da me immortalata qui sopra (sorry per la qualità)
Chiudo con canzone-simbolo (nella mia testa)
Momento gaddiano a.k.a. "sai che sei a Roma quando..."
Aspettando l'autobus, tra le macchine parcheggiate sulla fermata, ovviamente. C'è un omone, sulla settantina, capelli bianchi e faccia rossa, che chiede spiccioli agli astanti. Si avvicina anche a me, con la mano destra semi-protesa, e mi propone il classico "checcellà n'euro?". Io faccio spallucce con un educato "mi dispiace".
L'uomo ha gli occhi azzurro intenso, mi guarda fisso per alcuni secondi, troppi, al punto che mi viene il dubbio se mi veda o meno, o che sia affetto da manìe di persecuzione; poi allunga il braccio e mi dà un prolungato pizzicotto sulla guancia: "bbella de casa", mi fa, bonario. Poi se ne va da un'altra signora, come se niente fosse: "Checc'ha n'euro? Ah no scusi a lei jel'ho già chiesto..."
Come dicono gli americani: "you made my day".
L'uomo ha gli occhi azzurro intenso, mi guarda fisso per alcuni secondi, troppi, al punto che mi viene il dubbio se mi veda o meno, o che sia affetto da manìe di persecuzione; poi allunga il braccio e mi dà un prolungato pizzicotto sulla guancia: "bbella de casa", mi fa, bonario. Poi se ne va da un'altra signora, come se niente fosse: "Checc'ha n'euro? Ah no scusi a lei jel'ho già chiesto..."
Come dicono gli americani: "you made my day".
- spazio, + nuvole
Posted by
Veronica
on Tuesday, April 27, 2010
Labels:
Beta Band,
Domino Records,
Myspace,
Soundcloud,
Steve Mason,
The Fall
/
Comments: (0)
Ho sempre odiato Myspace. Un sito nato brutto e rimasto tale, anzi, possibilmente peggiorato. Una popolazione di utenti malati che cercano di rimorchiarsi a vicenda e si attaccano le malattie peggiori dei social network: space-cluttering, overposting, over-friendship-requesting, personal spamming, e over-exposure di foto di cattivo gusto. Purtroppo, è stato "il primo", e sopravvive (ma è in costante declino, battuto da Facebook e Twitter) grazie a questa rendita di posizione: se sei un musicista e non hai un myspace, semplicemente non esisti.
Se Myspace fosse stato creato a Berlino, da gente che ascolta buona musica e ne sa di web 2.0, si chiamerebbe Soundcloud, che è il mio sito dell'anno.
Soundcloud non è esattamente come Myspace Music. Nelle parole del suo fondatore:
Soundcloud si piazza quindi nella mia top 3 dei modi per scoprire nuova musica (al n.1 ci sono i blog, al n. 2 ci resistono ancora i tradizionali: radio e riviste). Ultima scoperta, grazie a Drownedinsoundcloud (idea geniale btw*), il nuovo album di Steve Mason (messo su Soundcloud dall'etichetta, la Domino, che oggi ha aggiunto il nuovo Fall) a.k.a. former frontman della fu Beta Band. Il disco sembra proprio un album della Beta dimenticato in un cassetto, e val bene un ascolto.
Steve Mason - 'Boys Outside' by DominoRecordCo
* by the way
Se Myspace fosse stato creato a Berlino, da gente che ascolta buona musica e ne sa di web 2.0, si chiamerebbe Soundcloud, che è il mio sito dell'anno.
Soundcloud non è esattamente come Myspace Music. Nelle parole del suo fondatore:
“Your typical music distributor has a very narrow-minded business model, it’s someone who takes an absolutely finished track and then delivers it to an online store. We have a much broader platform that people use for unfinished tracks, for collaborations, for parts of tracks, for being able to push things to places like Facebook or digital distributor outlets. It’s really built for the creator themselves to be able to do all these things. They can upload their own tracks, they can control their own statistics of what’s been played and who’s had access to it.”E sta prendendo piede. In un mondo dove è impossibile fermare il leak e il dowload illegale via torrent, P2P, rapidshare e quant'altro, gli artisti e le etichette più lungimiranti (Rabid, Subpop, Atlantic, Kaki King, Caribou per fare qualche nome) scelgono Soundcloud per far conoscere la propria musica. Al contrario di Myspace, la parte "social" del sito è fatta benissimo: puoi "seguire" gli utenti che ti interessano stile feed-reader, puoi commentare le tracce in specifici punti, puoi mandare le tue tracce in giro, puoi embeddare (sorry puristi della Lingua Italiana) il tutto nel tuo blog-sito vattelappesca tramite una delle migliori API che abbia visto, e soprattutto la funzione "search" ha un senso. C'è anche la mobile version, ma che lo dico a fare.
Soundcloud si piazza quindi nella mia top 3 dei modi per scoprire nuova musica (al n.1 ci sono i blog, al n. 2 ci resistono ancora i tradizionali: radio e riviste). Ultima scoperta, grazie a Drownedinsoundcloud (idea geniale btw*), il nuovo album di Steve Mason (messo su Soundcloud dall'etichetta, la Domino, che oggi ha aggiunto il nuovo Fall) a.k.a. former frontman della fu Beta Band. Il disco sembra proprio un album della Beta dimenticato in un cassetto, e val bene un ascolto.
Steve Mason - 'Boys Outside' by DominoRecordCo
* by the way



